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Buontalenti si mise all’opera e
possiamo immaginare strade e piazze inghirlandate,
illuminate da migliaia di torce accese e, a sprazzi, da
stupefacenti fuochi artificiali. Ma la parte più importante
delle feste era quella dedicata ai banchetti, veri e propri
tripudi di abbondanza e creatività.
Proporre nei servizi di
credenza monumentali dolci freddi era già in uso fin dai
tempi di Ruggeri, ma Bernardo Buontalenti intervenne sul
sapore e la composizione del sorbetto, operando la prima
grande trasformazione della storia del gelato.
Sperimentò una nuova miscela da gelare, a base di latte,
miele, tuorlo d’uovo e un tocco di vino, e presentò dolci
ghiacciati che superavano, come gusto e composizione, quelli
del passato. Nascevano infatti la crema all’uovo e lo
zabaione. L’intervento di Buontalenti rivoluzionò la storia del
gelato: da quel momento tutto si poteva gelare, anche le
materie grasse come il latte e le uova. E proprio grazie al
latte e alle uova il sapore del dolce freddo diventava
improvvisamente rotondo, vellutato: una carezza per il
palato più esigente. Solo il Rinascimento italiano, e
fiorentino in particolare, con quel clima culturale così
unico, ha potuto produrre una tale meraviglia. |

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