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Gambero Rosso n. 102 luglio 2000
 
"Maestri del Brivido"
di Laura Mantovano

All’inizio anche per Palmiro Bruschi, 33 anni, tutto è nato dalla necessità di inventarsi un mestiere ma lo spirito avventuriero è durato poco. A metà degli anni ‘80 quando mamma Giovanna perde il posto di lavoro, la famiglia Ghignoni decide di rilevare un vecchio alimentari-bar sulla via Tiberina Sud  a metà tra San Sepolcro e Città di Castello. Sono gli anni in cui si impone una specializzazione e allora Giovanna, Fosco(suo marito) e Palmiro decidono di inserire il settore gelati. Palmiro si appassiona alla materia e vuole fare sul serio. Frequenta corsi con alcuni dei più grandi maestri del settore da Fulvio Scolari a Walter Barba e comincia a muoversi, a fare esperienze tenendo presente due modelli: da un lato Egidio Giburri. Il maestro che lavora nella sua città, fedele ai quattro gusti classici realizzati al momento e passati dal mantecatore al pozzetto; dall’altro Giancarlo Vitelli di Massa Carrara, esempio di laboratorio organizzato a regola d’arte(sistemazione dei macchinari, programmazione della produzione giornaliera, ecc). Poesia e tecnologia ecco dove nasce il binomio.

 Palmiro studia e brucia le tappe: nel 1995 diventa il primo campione italiano di gelato e quando nel 1996 per iniziativa di alcuni dei più affermati gelatieri italiani nasce l’Accademia della Gelateria Italiana con lo scopo di promuovere la massima qualità del gelato artigianale italiano, è il primo a dare gli esami. Ma i “titoli” non gli fanno montare la testa; al contrario, si sente più responsabile, ha “una patente” da difendere. E se il locale di San Sepolcro si è trasformato in una gelateria tout-court con 180 posti a sedere e 30 gusti a disposizione (“sono già tanti non mi interessano giochi ad effetto, punto sul classico, al massimo mi sono concesso qualche divagazione sul tema come il gelato Pinocchio con noci, mandorle e pinoli”) dove  lavora a tempo pieno anche la moglie Pina specializzata nelle decorazioni(“è diventata brava come me a fare il gelato e poi il contributo di una donna in gelateria è fondamentale per il lato estetico che non va assolutamente trascurato“) Palmiro è più che mai impegnato nella sua missione per diffondere la qualità totale del gelato. Che vuol dire confrontarsi con i colleghi, spingerli a valorizzare con intelligenza le differenze: “il gelato artigianale non è uguale a venti metri di distanza, entrano in gioco temperature, gusti, cultura”.

 
 

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